Tumore del testicolo

Epidemiologia: Il tumore testicolare rappresenta l’1-1,5% dei tumori maschili. Ci sono dai 3 ai 10 nuovi casi di tumore per 100.000 maschi all’anno con una tendenza all’aumento specialmente nelle aree industriali del Nord Europa con differenze significative tra paese e paese. Il picco di incidenza si ha tra i 20 e i 30 anni. Fattori di rischio sono: criptoorchidismo o testicolo ritenuto (nell’addome), la sindrome di Klinefelter (genetica), la presenza di altri casi in famiglia (fratello, padre), l’uso frequente di marijuana.

Cenni di anatomia: il testicolo è costituito fondamentalmente da due tipi di cellule: le cellule germinali, che producono gli spermatozoi e le cellule non germinali. Tra queste ultime le più importanti sono le cellule del Leydig che producono testosterone e le cellule del Sertoli la cui funzione fondamentale è quella di sostenere le cellule germinali (oltre che avere una funzione endocrina cioè ormonale).

Da sottolineare che il 90-95% dei tumori testicolari riguarda le cellule germinali.

A loro volta i tumori “germinali” (come visto di gran lunga i più frequenti), si dividono in “seminomatosi” e “non seminomatosi” a seconda del quadro istologico . Come vedremo i due isto-tipi hanno terapie spesso differenti.

Tra i tumori “non seminomatosi” i più frequenti sono: il carcinoma embrionario, il coriocarcinoma, il tumore del sacco vitellino e il teratoma.

Sopra e a lato del testicolo decorre l’epididimo che è costituito “dall’attorcigliamento” su stesso del “dotto deferente” che non è altro che un piccolo tubo che porta gli spermatozoi dal testicolo all’uretra per essere emessi con l’eiaculazione. Questa formazione a volte può essere confusa con il testicolo, ma non è sede di tumore maligno (al momento non ci sono casi segnalati).

Diagnosi

La manifestazione tipica del tumore è quella di una massa piuttosto dura o di un aumento volumetrico indolente del testicolo. A volte un trauma testicolare può rivelare la presenza di un tumore già presente. Nel 7% dei casi si può presentare con ginecomastia (aumento del volume del seno). Nel 10 % dei casi si può presentare come un’infezione acuta con dolore , il che può rendere la diagnosi più difficoltosa. E’ quindi importante autovalutazione periodica (delicata), per esempio durante la doccia e specie nell’età che va dai 16 ai 25-30 anni.

Il passo successivo è l’ecografia (meglio se doppler) che può mostrare la presenza di alterazioni strutturali del testicolo o un’eventuale sede della massa nell’epididimo (poco o nulla preoccupante come si diceva). Verrà visualizzato anche il testicolo controlaterale che può essere sede di tumore(anche non palpabile) nell’1-2% dei casi. Sono importanti altresì i marcatori tumorali (esami del sangue): Alfafetoproteina, Beta hCG, LDH, che purtroppo sono negativi nella maggior parte dei casi. Sono positivi (o alfafeto o Beta hCG) nel 90% dei tumori “non seminatomosi” , ma solo al massimo nel 30% dei tumori “seminomatosi” (Beta hCG). L’LDH è un marcatore aspecifico ed è correlato con il volume del tumore ed è elevato nell’80% dei casi però solo quando il tumore è avanzato.

Terapia

Nel caso esista il dubbio sulla presenza di un tumore, si esegue un intervento di “esplorativa testicolare” con la presenza dell’Anatomo-patologo in Sala operatoria che analizza un piccolo pezzo del tumore (esame al congelatore), prima dell’eventuale asportazione del testicolo (orchiectomia radicale). In alcuni casi quando gli accertamenti preoperatori non lasciano dubbi sulla presenza di un tumore, si procede ad asportare il testicolo senza eseguire l’esame al congelatore. L’intervento serve per confermare la diagnosi e verificare l’estensione locale del tumore (all’interno o già fuori del testicolo).

Alla fine dell’intervento si può procedere al posizionamento di una protesi testicolare per minimizzare gli inestetismi (anche se solitamente di minima entità).

In caso di conferma istologica definitiva della presenza del tumore è fondamentale eseguire, anche dopo l’intervento, una TAC addome-torace con mezzo di contrasto.

L’esame istologico definitivo che ci indicherà il tipo di tumore (seminoma, non-seminoma, altro) e la sua estensione locale.

Farò solo un accenno alla terapia, che dovrà essere valutata caso per caso con eventuali modifiche.

Solo nei tumori di basso stadio (limitati al testicolo e senza invasione vascolare testicolare), l’orchietomia può essere terapeutica nell’80% dei casi, (seguita da un attento follow-up). A volte essa rappresenta solo la prima fase della terapia e ci serve solo per avere l’esame istologico definitivo del tumore (come detto: seminoma, non seminoma, altri tipi di tumori e la sua estensione locale). La TAC addome-torace ci dirà l’eventuale interessamento dei linfonodi o di metastasi a distanza (polmoni, organi addominali, cervello etc.). In presenza di marcatori positivi prima dell’intervento, il loro tempo di dimezzamento fornirà dati utili per la prognosi. La valutazione post-operatoria, Oncologica , Radioterapica e Urologica, possibilmente combinate, indicheranno la strategia terapeutica da affrontare. Nei tumori più avanzati (interessamento linfonodale o degli organi toraco-addominali)è necessario ricorrere alla radioterapia (i seminomi sono molto sensibili alla radioterapia), alla chemioterapia o alla chirurgia di asportazione dei linfonodi addominali o delle masse residue dopo chemioterapia a seconda del tipo istologico e della sua estensione. Prima di effettuare la chemioterapia, la radioterapia o la chirurgia è fondamentale eseguire la crioconservazione dello sperma nelle “banche del seme” perché potrebbe danneggiarsi durante i trattamenti negando la possibilità di avere figli in futuro.

Conclusioni: possiamo dire che la terapia del tumore del testicolo nelle sue varie forme, c’è e da’ buoni risultati. La guarigione supera il 90% dei casi. La squadra di specialisti è multidisciplinare: Urologo, Oncologo , Radioterapista e Anatomo-patologo. E’ fondamentale la diagnosi precoce con l’autopalpazione specie fino ai 35 anni per escludere nodosità e segnalando al medico eventuali aumenti di volume del contenuto scrotale o di parte di esso.

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